La Genesi del nome Aminta

Il nome Aminta racchiude l'essenza stessa della tenuta e nasce dall'incontro di tre elementi profondamente legati alla sua identità: la famiglia, il territorio e la cultura. La prima ispirazione è una dedica ad Anita, madre di Andrea Cecchi. Donna di grande sensibilità, determinazione e visione, ha rappresentato un punto di riferimento umano e professionale in famiglia, contribuendo a trasmettere valori di appartenenza, passione e cura ancora oggi custoditi con la massima dedizione.

Scomparsa nel 2017, è a lei che la famiglia ha dedicato l'acquisizione della tenuta di Montalcino avvenuta l'anno successivo. Un omaggio a una straordinaria madre, nonna e imprenditrice, il cui spiccato senso artistico ha inoltre ispirato gli elementi creativi e cromatici che caratterizzano l'identità visiva della tenuta.

 

La seconda radice richiama il monte Amiata, che domina il paesaggio di Castelnuovo dell'Abate e che, con il suo affascinante profilo, accompagna quotidianamente la vita della tenuta. La sua presenza contribuisce in modo essenziale a definire il carattere di questo territorio, influenzandone il microclima.
A questi due riferimenti se ne aggiunge un terzo, culturale e poetico: “L'Aminta” di Torquato Tasso. Il richiamo all'opera nasce dalla presenza di una sorgente termale naturale che sgorga ai margini del bosco adiacente alla tenuta, evocando uno degli elementi simbolici e lo scenario più significativo nella trama del celebre dramma pastorale.
Dall'unione di Anita ed Amiata in Aminta prende così forma un nome che racchiude memoria familiare, legame con il territorio e sensibilità culturale: sintesi perfetta dell’identità di questa nuova preziosa tenuta.

 

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